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Roberdan.com è passato quasi un anno da quando mi son messo in testa di fare un esperimento: fare una business-community e vedere fin dove ci si poteva spingere. È tempo di conclusioni, analisi, feedback e, se possibile, qualche best-practice, o Knowledge Object.
Sicuramente una buona gestione di business community conviene: ha cioè un ritorno positivo. Nel mio caso parliamo di svariati milioni di euro tra revenues dirette e indirette (metodologia del Total Value R=Td+Ti*x%). Per i costi è un pò più un problema: in una community è difficilissimo capire quanto si sta spendendo, visto che la maggior parte delle prestazioni professionali vengono fatte sul limite tra lavoro e piacere/favore personale. Di certo si sanno solo i fondi inizialmente a disposizione. Quasi sempre è difficile farsi dare soldi (ma semplicemente perchè non è definito un processo decisionale). Spesso è ancora più difficile spenderli.
è come gestire un ministero senza portafogli: serve un meccanismo di sostentamento, tipo advertising o quote di iscrizione. In ambiti aziendali si può vendere questa quota di iscrizione tramite dei livelli di servizio per servizi base e servizi primium
Non scala. Ancora più difficile, senza leve istituzionali, è governare un insieme di business community.
La domanda è: qual’è il limite tra una business community ed una business unit? Il processo di budget.
E qual’è la differenza tra le due? Che la prima può cambiare in qualsiasi momento, in maniera democratica e auto-selezionante (è il cliente che sceglie, vota, paga), mentre la seconda è inamovibile (almeno in termini temporali). L’altra differenza è che una business community non investe (o semplicemente non ha) strutture e risorse dedicate alla comunicazione. Tutto avviene con il tam tam, o, in altri termini, con qualsiasi strumento possa essere condiviso (tipicamente internet o sms). Diverse sono le community per fasce d’età: ciò che vale per un pubblico di trentenni non è assolutamente applicabile ad una di quarantenni così come bisogna essere essenziali con un sessantenne, pur comunicando a 360°.
PALINSESTO: è lo strumento principale dell’urbanista. È come il metronono per un direttore d’orchestra. Batte il tempo.
Vabbè, mi son distratto....domani magari continuo, o tra qualche giorno ... è pur sempre un blog, no? ;-)
Rob