[dear English-speaking reader, this post is about two interviews I gave to Italian media about WIF and claims based identity in general; henceforth, the post itself is in Italian. If you are curious and trust machine translations they are here and here]

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Ah, l’universita’, che bei ricordi. Erano i tempi delle SPARCstation con il tappetino del mouse da ~2Kg di metallo riflettente, dei monitoroni CRT che facevano provincia e avevano un bottone del degauss che era praticamente un EM pulse; dei 286 con MINIX nel sottoscala di viale Benedetto XV, il client NNTP in Netscape, le sigarette sulla terrazza in valletta Puggia, il canale irc #italia che quando aveva 20 persone era affollato, la IRIX Indigo (con cam!!!) per chi aveva le chiavi della saletta… e sara’ meglio che mi fermi qui prima che mi scenda la lacrimuccia. E cosa si leggeva gia’ ai tempi per tenersi informati sula nostra grande passione, i computers? Punto Informatico! Mailing list o sito, ricordo i lunghi thread di discussione che le notizie di quando in quando scatenavano tra noi studenti.

Immaginate la sodisfazione quando, una mezz’oretta dopo la keynote del lancio di Visual Studio un mesetto fa (gia’ enorme soddisfazione per se), ho avuto modo di fare una bella chiacchierata sul mio argomento (professionale! ;-P) preferito, l’identity, con Luca Annunziata di Punto Informatico.

Questa settimana ho avuto la gradita sorpresa di trovare nella loro home page l’articolo che ne e’ risultato. Ah, soddisfazione!!! All’estero e’ capitato gia’ altre volte, ma a casa ha un significato speciale :-) Oltretutto l’identity non e’ un argomento facile da spiegare, ve lo dico per esperienza, ma Luca ha fatto un ottimo lavoro ed ha condotto l’intervista davvero bene. Devo ammettere che seguire rule 14 e’ stato molto difficile stavolta, ma va bene cosi’ ;-)

Per qualche strana coincidenza, questa stessa settimana e’ stata pubblicata un’altra intervista che ho fatto in Italia, di nuovo dopo aver dato una keynote (per Basta! Italia). Anche in questo caso e’ stata un’esperienza semi mistica, visto che la chiacchierata e’ stata fatta proprio con Dino Esposito per DotNetCenter.it. Si, QUEL Dino Esposito :-). A parte il fatto che Dino e’ una celebrita’ internazionale in ambito .NET, avevo avuto modo di collaborare con lui alla mitica rivista Computer Programming scrivendo un articolo nel 2001 (perso nel tempo, era su interfaccie utente 3D per ambienti virtuali) e un altro nel 2004 (Su WS-Security. Coincidenza! E’ stato il primissimo contatto con il Genio del Male, che aveva lasciato un commento positivo. Me l’ero totalmente scordato!).

Come ho detto nel mio recap del mio viaggio in patria natia, Dino e’ una persona eccezionale e l’intervista e’ stata in realta’ una piacevolissima chiacchierata, come potete dedurre dal tono :-)

Con buona pace di Piaget & Papert, la mia personale teoria dello sviluppo si allinea piu’ con Shrek: ogres have layers. E nonostante tutti gli strati accumulati dalle 1000 cose incredibili che sono successe nei 15 anni che mi separano da quei tempi, soprattutto da quando la scacchiera e’ diventata tutto il mondo ~5 anni fa… da qualche parte qui dentro c’e’ uno studente capellone e sottopeso che sbircia fuori ed e’ orgogliosissimo di vedere i propri pensieri e il proprio nome pubblicati proprio la’. Ecco, mi sono lasciato trasportare… per fortuna che i miei colleghi non capiscono l’italiano senno’ sai quanto mi prenderebbero in giro? :-)