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29 August 2004

Navigando sempre nelle stesse acque (thx to Mark Buchanan)

Supponiamo di possedere un piccolo mobilificio in un villaggio dell'Inghilterra centrale. Produciamo splendidi mobili artigianali di legno vecchio e, con le nostre limiate risorse finanziarie, vorremmo vendere i nostri prodotti. Il Web ci pare il modo migliore per farlo - anche sotto il profilo economico -, sicchè progettiamo la nostra pagina e ci accingiamo a mandarla online. Manca un solo dettaglio: dobbiamo decidere a quali altri siti ci convenga collegarci. I link aggiungono carattere e spessore a un sito e rappresentao la cartina stradale del Web, che aiuta i sisitatori a trovare linformazioni più utili e interessanti. In che modo elaboriamo dunque questa cartina?

Alcuni clienti potrebbero voler acquistare per il loro nuovo letto il materasso della quotata ditta di materassi di un villaggio vicino; per agevolarli, potremmo fornire loro un link con il sito web dei materassai. Supponiamo anche che alcuni clienti comprino i nostri mobili perchè, invece del legno nuovo di alberi appena abbattuti, usiamo il legno riciclato di vecchi mobilie ed edifici; potremmo allora fornire link con popolari siti di orientamento ecologico dove apprenderebbero di più sul legno riciclato e su come, usandolo, si giovi all'ambiente. Infine, per dare scherzosamente al sito un tocco personale, potremmo inserire qualche link con le pagine che preferiamo.

I nostri link informano sulla nostra attività, il luogo in cui viviamo e moltre altre cose che ci riguardano da vicino. Un fatto, però è certo: non si possono fornire collegamenti con siti che non si conoscono (!). Si può apprendere dell'esistenza di questo o quel sito parlando con amici, leggendo quotidiani e riviste, ascoltando la radio o navigando in rete, ma in genere si sente parlare dei siti più noti, non dei più ignoti. Non è una scoperta straordinaria, ma serve a capire in che modo cresca il Web: i siti più popolari, quelli a cui portano innumerevoli link, si espandono più in fretta. Più connessioni ha un sito, più ne avrà in futuro. In altre parole, i ricchi diventano più ricchi, ovvero piove sul bagnato.

Un particolare però non torna. Per trovare ciò di cui ha bisogno, l'85% degli utenti usa grandi motori di ricerca come Yahoo, Infoseek e Google; navigandoin questo modo, non si trovano forse delle pagine anche poco popolari, e questo non smentisce il nostro assunto? In realtà no, non lo smentisce. Il pomeriggio del 16 giugno 2001 usai Google per cercare pagine contenenti informazioni sulla "struttura di internet" e il motore di ricerca mi sciorinò link con 1.660.000 siti, una cira non solo soddisfacente, ma addirittura impressionante. I siti, però, risultarono perlopiù irrilevanti. L'efficacia della ricerca è illusoria anche per un altro motivo.

Nel 1999, Steve Lawrence e Lee Giles, del Nec Research Institute di Princeton, studiarono i motori di ricerca e scoprirono che nessuno copriva all'epoca più del 16% del Web. Il Web sta crescendo a ritmo incredibile e si prevede che nei prossimi tre o quattro anni si decuplichi; logico quindi che i motori di ricerca non siano in grado di far fronte all'espansione. E' come se i cartografi del medioevo tentassero di disegnare la carta geografica del mondo, ma il mondo si gonfiasse come un pallone e il territorio si formasse così in fretta da impedire l'aggiornamento dei dati.

Lawrence e Giles rilevarono anche un fatto piuttosto inquietante: spesso passano parecchi mesei prima che nei motori di ricerca compaiano le nuove pagine web. Come mai? Ancora una volta, è colpa dei siti più noti. Quasi tutti i motori di ricerca "indicizzano" i siti in base alla popolarità. QUando si usa Google ad esempio in realtà non si cerca nel web, ma nell'indice di Google del Web. Questo viene aggiornato spesso perchè si mantenga al passo con la crescita della rete, ma c'è un vizio di partenza: più una pagina è popolare più viene inclusa, sicchè quelle nuove, anche se hanno un contenuto eccellente, faticano molto a farsi conoscere. Così, che si usi o non un motore di ricerca, se si crea un proprio sito web e vi si aggiungono link con altri siti, tali siti tenderanno a essere quelli più noti.

In poche parole, piove sul bagnato; i più popolari diventano ancora più popolari. Questo ci dice nulla di interessante in merito all'espansione del WWW?

Si. Anzi, ci dice quale sia uno dei principi forse più importanti e basilari della struttura di rete in natura.

Grazie per essere arrivati in fondo e a presto.

R.

Prossimi argomeni:

continuiamo con le reti sociali e la lettura di Nexus;

come impatteranno le reti P2P sull'evoluzione del Web?

Ha senso un motore di indicizzazione dei Blog?

Il web semantico & il copyright delle informazioni

la proprietà intellettuale: tecnologia e moralità possono fondersi?

Perchè Internet cresce esponenzialmente e le intranet sono solo degli elenchi del telefono privi di contenuti? (architettura Hub&Spocke e teoria dello Huber Portal)

 
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